11/04/2026

scritto da L
Scritto Ieri • Pubblicato 13 ore fa • Revisionato 13 ore fa
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Autore del testo

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Autore del testo L
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Un flusso di coscienza crudo e viscerale che esplora il tormento dell'identità e la bellezza tragica del dolore. Una riflessione senza filtri sulla solitudine, dove la scrittura diventa l'unico spartito per dare un senso al caos interiore.
- Nota dell'autore L

Testo: 11/04/2026
di L

Schegge d'acqua scoppiano sul foglio
Implosioni floreali muoiono maturando

Se un padre rinasce col figlio allora morirò
Partirò lontano nell'indefinito
Aspettando l'arrivo tornerò dove sono partito

Mi affaccio alla finestra di un mondo tutto diverso, sempre uguale
Solo quando il tempo cesserà, sarò puntuale

Tu mi hai respinto, ero superficiale
Eppure ancora mi chiedo che mi hai amato a fare
Se tutto ciò che volevi era maturare
Io piuttosto resto me stesso non mi puoi cambiare
E se per te non sono maturo per me sono grande

Oggi mi sveglio più distrutto di ieri
Pronto a rivivere gli stessi problemi
Ma non trovo la soluzione e non mi do pace
In mezzo a questo limbo triste dove tutto tace

La tua memoria non cambierà il mio passato
Perché io sto in ogni errore che ho fatto
Dalle vittorie più dure alle sconfitte più belle
Dalle catene della libertà alla prigionia delle stelle

Ti canterò questa canzone un po' più stonato
Ti sognerò anche se sarò assonnato
Ti amo anche se ti sento poco in un solo messaggio
Ma ti avverto qui come l'estate a maggio

Sei la mia ancora in un cielo di squali
Perché noi naufraghi stiamo bene anche nei posti in cui non siamo uguali
Eppure vogliamo bene a chi abbiamo intorno
Senza sperare in un dio a cui fare ritorno

Sai tenermi spento in un mondo acceso
Sai farti ascoltare con il fiato sospeso
Ma tu mi vuoi bene, sai è riduttivo
Perché a tutte le nostre frasi c'è più di un motivo

Senza senso in questo mondo, noi lo abbiamo scelto
Per trovare il nostro tempo anche in un momento
Sezionare il mondo liberandolo,
Da questo monotono metronomo, ci dondolo

Passo da un punto all'altro mi sembra normale
Ma la mia testa non capisce cosa posso fare
Noi parliamo col cuore in un mondo di ferro
Ma siamo più duri di un metallo moderno

Perché il fascino del male ci ha sempre colpito
Ma lo abbiamo rielaborato in questo spartito
Sono dalla parte del torto in un mondo ingiusto
Perché capire un atomo porta a capire tutto

Ti scriverò tutta la notte non butto una rima
Perché le pagine che ho scritto non valgono una spina
Della tua rosa nei capelli io sono un'ape
Che ti accarezza fragile, gentile, immortale

Senti la mia voce, piange...
Ma tu senti anche ciò che non dico di importante

Ho scritto un'apocalisse che finisce oggi
Tra cattedrali, labirinti e mille distrutti alloggi

Chissà se quando me ne andrò sarò ricordato
Da qualcuno, da nessuno, sciolto in questo prato
Dove le parole sigillano il pensiero e il sentimento
In cui trovi l'equilibrio dentro il tuo tormento

Spera che ti possa aiutare anche a dimenticare
Che mi porti con me ogni fiore del male

Di questo quattro e mezzo io non valgo niente
Studiare non è sapere interiormente

Perché tutto quello che mi fai lascerà un segno
Saremo stati tutto quello che non potremmo essere
In dimensioni che la testa fatica a comprendere

Ma tu ancora una volta resta più vicino
Se vuoi dammi solo un bacio non voglio un sorriso
Non serve più a niente essere felici
Non serve godere sui tuoi sacrifici

Serve più piangere esplodendo ogni secondo
Lasciando in guerra un bambino contro il mondo
L'assoluto che comanda non ci vuole insieme
Ci ha fatti relativi, latenti senza speme

In un angolo più buio il mio mondo mi spreme
Non voglio più vivere, riattacca le catene

Mi sono rotto il cazzo di parlare bene
Perché la forma è una maschera per mentire insieme
Tra il te e il me stesso forse litigheranno
Come i nostri genitori ogni tanto l'anno

Ma la sopravvivenza di un bambino è paradossale
Sa assorbire tutto senza rilasciare
Ma in quella camera anche il mio letto piange
E le mura cadono a pezzi, piange anche il soffitto
La mia nave affonda, acqua da tutti i buchi, mi hanno trafitto

Anche stasera morirò ti lascio un messaggio
Per ricordarti di andare avanti perché è lungo il viaggio
Non ti so dire se andrà meglio ma so che sarà maggio
E ti ritroverai prima di tutto, alla fine, a un passo

Quando starai per morire tra quelle parole
Ricorda che oltre te ci sono altre mille persone sole
Ma il sole ci calpesta coi suoi raggi, sotto le sue suole
Noi ombre lucide piene di dolore
Uno è più scuro dell'altro noi non ci fondiamo
Ma spacchiamo un altro amico ed infine soffriamo

A volte ci facciamo male senza un vero motivo
Ma è proprio questo il bello in un mondo passivo
Alla routine preferisco il dolore attivo
Sono una formica solitaria senza il suo nido
Però guarda come me la cavo, autodistruttivo
Tra un detrito e l'altro mi taglio e mi ispiro

A quei giorni che non sono mai arrivati
Un sordo che mi sentisse forse li ha ascoltati
Quei sogni sfumati dalla realtà
Accrescendo l'entropia fino all'ingenuità

Ti crederanno pazzo ma tu credi in te
Perché non ti conoscono ma tu conosci me
So che tu sei come me, so che hai sofferto
So che hai pianto, non so se ti servo

Ma so che ho dato un senso a quei giorni bui
Senza chiedere aiuto alle mani altrui

Per essere te stesso devi essere solo
Silenzio assolutorio senza il chiù dell'assiolo

Per identificarti nel caos serve il tuo dolore
Subito dopo soffrire, soffrire per ore

Poi trasforma tutto in un mondo migliore
Dove la tua solitudine parla a più persone
La singolarità verso il tuo universo
Te l'ho sempre detto, dedicato, in ogni mio verso

Per ultimo ma non per importanza, tanto quella non c'è
Ma il senso di mancanza, quello sì, tra me e te
Che ti spinga sempre oltre a cercare la risposta

La soluzione sei tu, questa poesia la risposta

11/04/2026 testo di L
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